Mike NicholsTeatrante, attore, regista, sceneggiatore, Mike Nichols era un artista poliedrico.
Nato a Berlino nel 1931. Durante la promulgazione delle leggi razziali, nel 1939, la famiglia emigra a Chicago.
All’età di 35 anni approda nel mondo del Cinema, dirigendo il film ” Chi ha paura di Virginiana Woolf “. Il seguente film, è il capolavoro che sbancò ai botteghini, vincendo pure un Oscar, “Il laureato.”
Ci ha regalato cinque decenni di pellicole, da metà anni sessanta, fino al 2007.
I miei preferiti sono i seguenti:

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IL LAUREATO
Da un romanzo di Charles Webb sceneggiato da Buck Henry e Calder Willingham. Un neolaureato californiano in crisi d’identità diventa l’amante di una nevrotica signora, amica di famiglia, ma poi s’innamora di sua figlia. Un film di culto per il pubblico giovanile degli ultimi anni ’60 per l’innovativo uso della musica pop (Simon & Garfunkel), la trasgressiva tematica sessuale, la bravura degli interpreti tra cui Hoffman nella 1a parte importante della sua carriera. Molto datato, ma prezioso per capire l’aria dell’epoca. Oscar per la regia.

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COMMA 22
Seconda guerra mondiale, Mediterraneo: in una base aeronautica statunitense i piloti muoiono missione dopo missione, per l’incapacità criminale degli ufficiali. Il capitano Yossarian, vedendo la morte in continuazione attorno a lui, e non trovando alcun senso nella guerra, cerca di farsi esonerare facendosi passare per pazzo, ma è intrappolato dal Comma 22: “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo non è pazzo”.
Alla fine, superato ogni livello di sopportazione, fugge su un canotto, verso la Svezia.

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UNA DONNA IN CARRIERA
Trasferita nell’ufficio di una potente e antipatica manager, modesta e ambiziosa segretaria approfitta della sua assenza per renderle la pariglia di una grave scorrettezza concludendo al suo posto una grossa transazione e le porta via anche il moroso. Furba più che intelligente, un po’ ruffiana, fintamente critica commedia che deve il successo al ritmo svelto, alla cura dei particolari, alla sagace direzione degli attori. Oscar per la canzone Let the River Run.

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WOLF
Will Randall è il potente redattore di una casa editrice. Un collega giovane e ambizioso sta cercando (con successo) di soffiargli il posto. Una sera Will investe un lupo che lo graffia. Da quel giorno i suoi sensi si fanno più acuti e il suo corpo ritrova un’energia straordinaria (anche per battere il fedifrago collega). Will si è trasformato in un lupo mannaro. L’uomo è una bestia e la città (e i luoghi di lavoro) delle selve peggiori di quelle dove vivono gli animali.

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CLOSER
Dan, felicemente innamorato di Alice, splendida ed insicura ex spogliarellista incontrata appena giunta a Londra, conosce la sofisticata Anna per un caso e inizia a esserne tormentato. Lei non sembra ricambiare, ma la passione di lui la stuzzica e la tenta fino al punto di farla cedere alle sue lusinghe e di lasciare Larry, il marito conosciuto – per altro – proprio grazie a un sadico scherzo di Dan. Con Dan e Anna legati, per gli altri due si apre un periodo di angoscia e disperazione, che ognuno risolve a suo modo, anche attraverso un imprevisto incontro, ma i travagli per le due coppie non sono finiti.

Il mio omaggio, ad un regista a cui tenevo molto.

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