Ora non voglio stare qui a fare quello che quando paga una pizza margherita 8 euro dice: “Boia, 8 euro! 16 mila lire per una margherita?!?”.

Però forse un po’ si, a volte è bello anche essere quello che dice “Boia, 16 mila lire per un margherita!!??!?”.

E’ rilassante sentirsi qualunquisti.

Fa sempre piacere lamentarsi dei prezzi.

 

Ma non tanto per tirchieria… un po’ perché la lamentela mi fa sentire molto italiano, e a volte anch’io sono campanilista, ma anche perché ogni tanto è bello lasciarsi andare al sano revival pre-crisi… ed è anche bello sgomitare di fronte a quella magnifica, splendida e gigantesca presa per il culo.

 

Forse la presa per il culo per eccellenza… una presa per il culo che potrebbe vincere il primo premio al concorso nazionale delle prese per il culo, tenetevi forte… : “Un euro corrisponde a 1,936 lire”.

 

No, vabbè!! AHAHAHAHAHHAHAHAHAHAH!

Ma che capolavoro, eh?!?!?!

Aspetta provo a riscriverla: “Un euro corrisponde a 1,936 lire”.

 

Ahahahahhahahahah !!!

Bella no?!

Mi ricordo quando il telegiornale lo disse: “Un euro corrisponde a 1,936 lire”. nessuno pensava che fosse così fragorosa quella presa per il culo.

Credo che sia la presa per il culo più riuscita della storia italiana degli ultimi anni.

Una presa per il culo, limpida, netta, riuscitissima.

1,936 lire.

 

Io credo che il 1° gennaio 1999 se avevi in tasca 1,936 lire già non erano un euro.

Io mi ricordo che presi una banconota da mille lire il 1 gennaio 1999 e c’era Maria Montessori che mi diceva: “Non hai capito un cazzo”.

Lo stesso giorno mi diedero un’altra banconota da mille lire e c’era Marco Polo che mi diceva “Sono una presa per il culo, sappilo”.

 

Nessuno ci ha mai detto che quello che costava 1000 lire sarebbe costato un euro, e quindi quasi il doppio,… e noi ci siamo cascati.

 

Mi ricordo che con 200 lire potevi comprarci qualcosa: una caramella, un pacchetto di figurine, o anche semplicemente una telefonata.

Ora che ci fai con 10 centesimi?

 

Mi ricordo a scuola, alle elementari: mia mamma ogni giorno mi dava 800 lire. Prendevo 400 lire di schiacciata (a Roma la chiamano pizza bianca) e 400 lire per l’Estathè.

Mi ricordo la mia voce “Mamma, mi dai le 800 lire per la merenda!!!”.

E immagino la voce di un bambino del 2016: “Mamma mi dai le 8 euro per la merenda!!!”.

 

Mi ricordo quando ero ragazzo nel ’97, il sabato sera: “Mamma, mi dai 20 mila lire che esco a cena!!”

Immagino un ragazzo, ora nel 2016: “Mamma, mi dai 50 euro per l’aperitivo!!”

 

Forse 50 euro è esagerato.

Certo forse non tutti spendono 50 euro per l’aperitivo. Forse sono discorsi da bacucco.

Forse è sempre stato cosi. Forse ogni 15 anni c’è qualcuno che parla come me… ma lasciatemi esagerare per difetto… si lo so… ho esagerato per eccesso… ma io voglio dire che ho esagerato per difetto… perché ho il difetto di esagerare… e ho il difetto di paragonare.

C’è un paragone che ad esempio proprio non mi quadra.

 

Cioè, siamo sommersi di cose.

Siamo pieni di cose.

Grandi magazzini che contengono cose.

E allora, mi chiedo: ma prima dell’Ikea, dove cazzo si compravano i mobili?

 

C’era qualche negozio di arredamento, per carità.

Ma quanti negozi di arredamento ci vogliono a formare solo un ikea?

Se considero tutti gli acquirenti di Ikea devo pensare che i negozi di arredamento prima erano pieni zeppi, file chilometriche fuori dai negozi di arredamento che esaurivano armadi, portascarpe e cessi.

Ma da quando è iniziata la mania di comprare sedie, letti e comodini?

Cioè prima dell’Ikea tutti questi mobili che vendono di domenica dove si compravano e soprattutto chi: chi li comprava?

E ancora: perché?

Perché improvvisamente è arrivato tutto questo bisogno di mobili?

 

Ecco forse quel senso del global ha abbassato un po’ i prezzi… l’idea di poter comprare un divano a 200 euro è bella. Prima costava di più. Ecco, questo è un lato positivo…

Boh, forse è meglio così… non sono un asso della finanza… dicono che l’euro ci ha portato in Europa.

Ed è una bella consapevolezza.

Però la pizza 8 euro… cheppalle.

 

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