Lo sviluppo della tecnologia dagli anni 2000 a oggi ha fatto si che ci si dimenticasse di alcuni giochi fighissimi degli anni ’90.

Si parla dei giochi da tavolo, proprio quelli che se vai chiedere: “Di cosa si tratta?” a un ragazzo della nuova generazione, probabilmente ti guarderebbe con faccia sbigottita e non capirebbe di cosa starei effettivamente parlando (a meno che il ragazzo abbia un fratello più grande di qualche anno).

Esistono una miriade di giochi che hanno caratterizzato la mia infanzia, ma anche la mia adolescenza.

Partiamo con “Indovina chi?”, uno dei miei giochi preferiti.

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Il gioco si svolge tra due giocatori, a cui verrà assegnato un tabellone sul quale sono disposte 24 figurine che raffigurano altrettanti personaggi. Le figure sono caricaturali e ogni personaggio è contraddistinto da diverse peculiarità. Ogni giocatore sceglie una 25esima figura, scelta da un mazzo a parte. Lo scopo del gioco è indovinare quella figura. Ciascun giocatore a turno può domandare una caratteristica dell’aspetto del personaggio avversario.

Un altro gioco al top era il “Twister”, bellissimo! Si giocava su un tappeto di plastica di grandi dimensioni. Sul tappeto c’erano disposte quattro file di cerchi colorati (rosso, giallo, blu e verde) differenziati per ogni riga. Una lancetta collegata a una tavoletta serviva a far capire ai giocatori che mosse fare.

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La tavoletta, divisa in quattro sezioni, c’è scritto: piede destro, piede sinistro, mano destra, mano sinistra. Ciascuna delle quattro sezioni è divisa in quattro colori.

Dopo aver fatto ruotare la lancetta, veniva fuori una combinazione di colore/arto che ogni giocatore deve compiere.

E lì iniziavano i dolori… Perché vince ovviamente chi cade per ultimo e lo spazio risulta abbastanza limitato, e arrivando a giocare in quattro (o poco più), venivano fuori degli intrecci di braccia e gambe notevoli! Che ricordi però…

Il “Crystal Ball” era una pasta gommosa colorata che veniva utilizzata per creare palloncini soffiando in una cannuccia. Lo scopo del gioco era appunto quello di creare palloncini e, grazie alla loro adesività, era possibile unire i palloncini e creare forme più complesse.

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Cosa ha reso indimenticabile questo gioco? L’odore forte che emanava la pasta.

Ricordi indelebili me li ha lasciati “Un, due, tre, stella!”, il classico gioco da bambini. Si giocava in gruppo. Tutti i bambini si allineavano (a parte uno) distanti dal muro o da un punto preciso ad un eguale distanza.

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Il bambino che fa la “stella” si appoggia al muro dando le spalle al gruppo e conta ad alta voce “Un, due, tre, stella!”, poi si volta di scatto. Mentre lui è girato, gli altri bambini possono avvicinarglisi; quando si volta di scatto però devono immobilizzarsi e rimanere fermi in qualsiasi posizione essi si possano trovare.

La differenza sostanziale con il nascondino è che essere la “stella” è considerato un premio e non una penitenza.

Un altro gioco indimenticabile per me è giocare con le biglie.

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Ricordi più o meno nitidi di interi pomeriggi con gli amichetti sulla spiaggia a tracciare nuovi percorsi e a divertirsi con veramente poco.

Son convinto che se vai a chiedere a un bimbo di 6-7 anni se si diverte o meno con questo gioco, ti risponderebbe: “Mi importa assai delle biglie, io c’ho l’aifon!!

Scherzi a parte, mi mancano abbestia quegli anni…ma l’importante è crescere, senza aver la cognizione di invecchiare.

Quando s’organizza una partita a Twister?

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