Oggi è lunedì 15 gennaio, data conosciuta anche col nome di Blue Monday, ossia il giorno più triste dell’anno.

Come nasce questa mesta ricorrenza di origine inglese? Una decina d’anni fa uno psicologo d’oltre Manica di nome Cliff Arnall formulò un’equazione matematica che dovrebbe spiegare la ragione della triste “celebrazione”.

Maltempo, freddo, giornate brevi, feste natalizie ormai terminate, sensi di colpa per aver esagerato con le spese o per essersi abbuffati troppo durante il periodo vacanziero  e, ultimo ma non meno importante, il lavoro, ripreso più frenetico che mai!

In Inghilterra, per esempio, la cosa è presa piuttosto seriamente, al punto che dei calcoli riportano che, in tale occasione, cresce il numero di assenze dal lavoro.

Facce scure, dunque, per tutto il giorno o perfino per tutta la settimana, anche se per molti è un’ottima occasione per divulgare rimedi per tirarsi su il morale: cibo, agenzie di viaggi, negozi di vestiti, e così via!

In Gran Bretagna, infatti, sono scatenati: è proprio lì che tale tradizione sarebbe nata, commissionata da un’agenzia di viaggi con l’intento di incrementare le partenze per fine gennaio, molto inferiori rispetto a quelle delle festività natalizie.

In poche parole, una trovata pubblicitaria!

Non ci rimane che attendere giugno, mese nel quale potremo goderci l’ “Happiest Day”, che cade più o meno nei giorni del solstizio d’estate ( tra 21 e 24 giugno).

 

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