A Piacenza c’è un asilo nel quale anziani e bimbi “crescono” gli uni affianco agli altri: un progetto attualmente unico in Italia ma già diffuso in Francia e, specialmente, a Seattle, alla “Providence Mount St Vincent”.

No, non è uno scherzo o un sogno, ma pura realtà: nella struttura piacentina, presso la quale opera Unicoop, Cooperativa sociale che offre servizi per l’infanzia e per gli anziani, servizi educativi e per il disagio sociale, c’è chi ha quasi 100 anni e chi solamente 3

Carlo e Stefano, che vanno al nido, precedono Fiorella, quasi novantenne, che spinge il deambulatore, mentre Aurora, 3 anni, taglia la frutta  al fianco di Maria alla quale, mamma, nonna e bisnonna, mancano 10 anni per raggiungere il secolo di vita.

I più anziani e i più cuccioli, come molti sanno, hanno molte similitudini e spesso diventano grandi amici: “Io li ascolto i bambini sapete, ci gioco, gli narro le storie della mia infanzia, e loro sono attenti, mi guardano diritti diritti negli occhi. E se mi fermo, mi tirano per il braccio: Nonna Olga, poi che cosa fa il lupo?” racconta Olga, classe 1927, mentre Franco, nato nel 1933, legge le favole alla piccola Noemi.

“Educazione intergenerazionale”: ecco il termine usato per indicare la compresenza di un centro per anziani ed un asilo nido, la quale, come spiega Elena Giagosti, coordinatrice del progetto sperimentato da alcuni anni dall’Unicoop di Piacenza, va molto oltre una semplice convivenza: “E poi creare delle occasioni di incontro, come la cucina, la pittura, la lettura, in cui le età si mescolino, le generazioni si fondano, partendo dalla constatazione che gli anziani e i bambini insieme stanno bene, e imparano gli uni dagli altri”.

Cucina, pittura, lettura, giochi e molto altro nella grande e moderna struttura di vetro e acciaio in quel di Piacenza, che non si fa mancare nemmeno una bella vista sul verde e degli spazi confortevoli, i quali comprendono sia aree comuni che divise.

Insomma, visto il successo della splendida iniziativa piacentina, non possiamo che sperare che, grazie ad un tale e continuo flusso di affetto, di condivisione e di esperienza, si diffondano a macchia d’olio in tutta Italia delle esperienze stupende almeno la metà di questa!

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