Heath ledger, attore australiano tanto talentoso quanto senza pace, ci lasciava dieci anni fa lasciando la moglie Michelle Williams, conosciuta sul set, e una figlia.

“Il Cavaliere Oscuro” di Christopher Nolan, “Brokeback Mountain” di Ang Lee e “I Fratelli Grimm” di Terry Gilliam sono solo alcune dei lungometraggi ai quali Ledger prese parte tra i quali annoveriamo pellicole sia mainstream che indipendenti: in particolare, fu il ruolo del Joker nel secondo capitolo della trilogia di Nolan a fargli acquisire una fama eterna, oltre che un Oscar postumo come miglior attore non protagonista alla 81esima cerimonia degli Academi Awards, ritirato dalla sorella e i genitori in mezzo alla commozione generale del pubblico.

Il 22 gennaio 2008, all’apice della carriera, poco dopo aver interpretato Bob Dylan in “Io non sono qui” di Tod Haynes, viene trovato morto dalla polizia di New York nella sua abitazione a Soho.

Il corpo non presentava segni di violenza, particolare, questo, che lascia supporre un ipotetico suicidio, ipotesi avvalorata anche dalla presenza di pasticche vicino al letto.

“I am Heath Ledger” documentario che racconta la vita dell’attore, è stato presentato lo scorso anno al Tribeca Film Festival: una narrazione straordinariamente fedele che utilizza immagini girate da Ledger stesso, impreziosito anche da testimonianze di familiari e amici stretti.

 

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