Fabrizio Frizzi, conduttore gentile e beneducato della tv italiana, eterno ragazzo, ci ha lasciati questa notte all’ospedale Sant’Andrea di Roma in seguito ad un’emorragia cerebrale.

La notizia è stata data per mezzo di una nota firmata dalla moglie Carlotta, il fratello Fabio e i familiari.

Se n’è andato a 60 anni, compiuti il 5 febbraio, dopo aver combattuto fino all’ultimo come un vero leone per la piccola figlia Stella e la moglie Carlotta.

Un malore lo aveva colpito a ottobre negli studi del quiz L’eredità: in seguito Fabrizio si era sottoposto agli esami e alle terapie, per poi ritornare su Rai 1 alla guida del suo programma.

Tutti lo hanno supportato: dai parenti, agli amici, fino ad arrivare al pubblico e a Carlo Conti (il quale considerava Fabrizio un vero “fratello”).

Fabrizio Frizzi era una persona perbene e riservata: Corrado come modello, non amava i flash dei fotografi ed era molto rispettoso nei confronti del proprio pubblico.

Figlio di Fulvio, celebre distributore cinematografico, si diploma al liceo classico San Giuseppe Calasanzio a Roma, per poi iscriversi a giurisprudenza.

Nel 1992 si sposa con la collega Rita dalla Chiesa (dalla quale si separa nel 1998), mentre dal 2002 si lega sentimentalmente alla giornalista di Sky TG 24 Carlotta Mantovan, dalla quale, nel 2013, ha la figlia Stella, e con la quale convola a nozze nel 2014.

Nel 1980 l’esordio con Il barattolo (tv dei ragazzi), per poi passare a Tandem e Pane e marmellata.

In seguito lo vediamo in Scommettiamo che e Europa Europa, nel preserale Luna park nella maratona benefica Telethon, nonché in Miss Italia (che ha presentato per quindici anni) e ne I soliti ignoti.

Non mancano poi, nel suo curriculum, fiction di successo e nemmeno un’esperienza all’Arena di Verona nella Vedova Allegra con Cecilia Gasdia e Luca Canonici, guest star Andrea Bocelli.

Negli ultimi anni si mette addirittura in gioco come concorrente di Tale e quale show, persuaso dall’amico Conti, conquistando i social e, con questi, i più giovani, grazie alle interpretazioni di Piero Pelù, Enrico Ruggeri, Sordi e Cutugno.

La consacrazione arriva nel 2009: sul numero 2778 di Topolino, pubblicato il 18 febbraio 2009, viene raccontata la storia I Bassotti e gli insoliti ignoti, nella quale i furfanti partecipano al quiz Soliti ignoti – Identità nascoste presentato da Paprizio Sfrizzi (Frizzi in versione topoliniana).

Nella carriera di Frizzi non mancano nemmeno parentesi da doppiatore (in Toy Story e Cars) lavori da lui molto amati in quanto gli permettono, proprio a sua stessa detta, di avvicinarsi ai bambini.

 

Nel 2015 l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nomina Fabrizio commendatore, ma lui non dà risalto alla cosa: “Non l’ho detto a nessuno perché sono una persona schiva e non sento il bisogno di dare visibilità a queste cose. Conoscevo Napolitano perché sotto la sua presidenza ho condotto nove volte la cerimonia ufficiale per l’inizio dell’anno scolastico. Fuori dal protocollo istituzionale è sempre stato cordiale e affettuoso, ma sia chiaro, proprio non mi aspettavo d’essere nominato commendatore”.

La correttezza e la professionalità di Frizzi emergono anche negli ultimi mesi quando, durante la battaglia contro la malattia, si mette comunque a disposizione: “Le priorità, dopo la paura e il ricovero, sono la famiglia e la salute. Se guarirò racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca”.

Sempre attivissimo nel sociale, è per anni al timone de La partita del cuore. Rivela pubblicamente di aver donato il proprio midollo, invitando gli italiani fare lo stesso: “All’epoca il mio midollo risultò compatibile con quello di una bimba le cui condizioni erano preoccupanti. Ricordo di essere uscito dall’ospedale e di aver subito condotto la Partita del cuore di quell’anno. Sei anni dopo, la più bella sorpresa della mia vita. Ero ancora al timone della Partita del cuore, stava finendo la diretta e già scorrevano i titoli di coda, quando una ragazzina mi corse incontro per abbracciarmi. Capii subito che si trattava di Valeria, la bimba alla quale avevo donato il midollo e che era venuta a salutarmi dicendomi di essere la mia sorellina”.

Carlo Conti ha proprio ragione: Fabrizio Frizzi è il “fratellone” di tutti noi italiani.

E ci mancherà tantissimo.

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