Padre Omar con in braccio il piccolo Ismael

Padre Omar Sánchez Portillo, nel giorno del suo 51esimo compleanno, ha accolto nel proprio centro, la Casa dell’Associazione delle Beatitudini, a Lurín (Lima, Perù), il piccolo Ismael, bambino di appena due mesi con sindrome di Down abbandonato dalla mamma.

“Gesù, grazie per questo regalo di compleanno! Gesù non smette mai di sorprendermi. Benvenuto, Ismale! Portarti da Cuzco è stata una grande avventura, la prima di molte che vivremo insieme. Cromosoma d’amore, sindrome di Down”, scrive il sacerdote sul suo profilo Facebook.

In un’intervista rilasciata al Gruppo ACI, padre Omar racconta che il bimbo è stato abbandonato dalla madre, un’adolescente di 17 anni residente a Cuzco alcolizzata e schizofrenica.

“È andata in ospedale a partorire. Apparentemente ha avuto una gravidanza difficile, ha partorito e lo ha abbandonato. Il Ministero conosce il nostro lavoro, il profilo dei bambini che accogliamo, e ci ha chiamati. Io stesso ho accettato questa responsabilità”, dichiara il sacerdote.

“È arrivato in un giorno molto speciale, il mio compleanno (il 5 maggio), come un particolare speciale di Dio nella mia vita sacerdotale, come fecondità, come padre spirituale, come essere umano”.

L’Associazione delle Beatitudini, istituita da padre Omar, presta accoglienza ed assistenza completa – alimentazione, assistenza sanitaria e sacramenti – a bambini, adolescenti e anziani che hanno disabilità fisiche e psichiatriche, abbandonati per strada o nelle discariche o in situazioni di estrema povertà.

Sono circa 60 le persone che vengono accolte ogni anno nella Casa, che attualmente ne ospita ben 217 e vanta un’équipe di circa 80 laici che collaborano a quest’opera di carità.

“Circa il 98% delle persone che accogliamo ha qualche tipo di disabilità, capacità alternativa o malattia psichiatrica o fisica. Abbiamo bambini con handicap visivi, disabilità multiple (ciechi, sordi, muti), bambini con la sindrome di Down, con ritardo mentale, autismo, adulti e giovani con malattie psichiatriche che vivevano per strada”, rivela il sacerdote.

Una foto del piccolo Ismael

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