Nel 2018 Maryanne e Tommy Pilling hanno celebrato ben 23 anni di matrimonio.

Quando si sono scambiati le fatidiche promesse sono divenuti la prima coppia con sindrome di Down a sposarsi, fronteggiando diverse critiche e “profezie” riguardo al fatto che la loro unione non sarebbe mai perdurata.

I coniugi, tuttavia, appaiono più felici che mai, e questo grazie alle loro due ricette per la felicità, unite al supporto della loro famiglia e della comunità di cui sono membri.

La prima volta che la coppia si incontrò risale a 24 anni fa, quando i due lavoravano in cucina per un centro di sostegno per adulti con difficoltà di apprendimento: fu un vero colpo di fulmine.

“Non ero mai stata così felice in vita mia. Ho pensato che fosse bellissimo e adorabile” spiegò Maryanne, emozionatissima, a Echo News, aggiungendo poi: “Tommy mi ha fatto un’ottima impressione”

Il fidanzamento durò un anno e mezzo e, dopo questo periodo, lui le chiese di sposarlo.

Tommy, che ha celebrato i suoi 60 anni lo scorso anno proprio durante la Giornata mondiale della Sindrome di Down, fu abbandonato alla nascita, e non aveva né una famiglia né soldi, vivendo grazie al centro di accoglienza che gli forniva vitto e alloggio.

La madre di Maryanne lo accompagnò infatti nei negozi per acquistare un bell’anello di fidanzamento: i genitori di Maryanne , infatti, l’avevano sempre sostenuta con affetto, dichiarandosi felici di questa unione.

Le cose però da principio non furono facili, complice anche dei problemi di salute di lui: Tommy fu ricoverato in ospedale per tre mesi, e per quasi un intero anno, i neo-sposi abitarono  dai genitori di lei.

Fortunatamente, questo periodo non durò troppo a lungo e i due si trasferirono finalmente a vivere da soli in tranquillità.

“Tutto è possibile se c’è amore e non ci dovrebbero essere limiti imposti ad alcuno, non importa quali siano le circostanze” raccontò la sorella di Maryanne, Lindi, che amministra una pagina Facebook dedicata alla coppia, postando foto e raccontando la loro vita, con la finalità di illustrare alle persone che essere Down non è un limite a una vita serena, normale.

 “Non c’è alcuna agenda programmatica nella loro vita” aggiunge “si amano con tutto il cuore e sono onesti l’uno con l’altra”.

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